Ai sensi del Codice della strada il contrassegno è rilasciato unicamente a quelle persone che presentino capacità di deambulazione sensibilmente ridotta.

Il certificato medico che attesta la condizione per ottenere il contrassegno dovrà essere presentato presso il Comune di residenza che rilascerà l’apposito documento.

Per ottenere tutte le informazioni necessarie CLICCA QUI

I pazienti barellati (e quindi non trasportabili con i comuni mezzi) possono richiedere il trasporto in ambulanza da e verso i luoghi di cura pubblici o accreditati, per:

  • ricovero
  • Day Hospital terapeutico/diagnostico
  • trattamenti riabilitativi ambulatoriali
  • trattamenti radioterapici o antiblastici
  • visite specialistiche.

E’ necessario, però, avere ottenuto la certificazione di intrasportabilità con i comuni mezzi, che deve essere redatta, in alternativa da:

  • Medico di Medicina Generale/Pediatra di libera scelta e autorizzata dal Distretto Sanitario di appartenenza
  • Medico Ospedaliero e autorizzata dal Direttore Sanitario
  • Medico della Struttura Sanitaria Privata accreditata

TRASPORTO PER I DIALIZZATI
Il trasporto dei pazienti dializzati viene gestito direttamente dal Reparto di Dialisi dell’Ospedale.

Chi può richiederli: hanno diritto alla fornitura di dispositivi protesici solo gli assistiti in possesso dell’avvenuto riconoscimento di Invalidità civile, di guerra o per servizio.

Possono inoltre accedere all’assistenza protesica anche assistiti in attesa di riconoscimento dell’invalidità se affetti dalle seguenti menomazioni: entero-urostomizzati, pazienti mastectomizzate, laringectomizzati, tracheostomizzati, i soggetti che hanno subito interventi demolitori del globo oculare.

Chi è escluso: gli invalidi per lavoro usufruiscono dell’assistenza protesica erogata dall’INAIL e pertanto non hanno diritto alla fornitura di dispositivi erogata dal S.S.N. Sono altresì esclusi gli assistiti affetti da patologie transitorie (es. fratture).

Chi deve fare la prescrizione: la prescrizione dei dispositivi protesici è redatta dal Medico Specialista del Servizio Sanitario Nazionale, dipendente o convenzionato, competente per tipologia di menomazione o disabilità.

Come fare la prescrizione: la prescrizione di un dispositivo protesico costituisce parte integrante di un Programma di prevenzione secondaria, cura e riabilitazione delle patologie o dei loro esiti che determinano la menomazione o disabilità.
A tal fine la prima prescrizione di un dispositivo protesico deve comprendere:

  • Una diagnosi circostanziata che scaturisca da una completa valutazione clinica e strumentale dell’assistito
  • La indicazione del dispositivo protesico, ortesico o dell’ausilio prescritto, completa del codice identificativo riportato nel nomenclatore tariffario e l’indicazione degli eventuali adattamenti necessari per la sua personalizzazione
  • Un programma terapeutico riabilitativo di utilizzo del dispositivo

Il dispositivo protesico prescritto di cui si chiede l’erogazione deve essere attinente e correlato alle patologie riconosciute invalidanti a carattere permanente dalle Commissioni Mediche preposte.

Nella prescrizione il Medico Specialista dovrà attenersi a quanto stabilito dal “Regolamento recante le norme per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale contenuto nel D.M. n. 332 del 27 agosto 1999 (Nomenclatore Tariffario)”.

Per ottenere tutte le informazioni su come e quando presentare la richiesta, scaricare i moduli e conoscere i numeri di telefono del Servizio CLICCA QUI

E’ ormai un fatto assodato che quando il dolore perde la sua funzione di campanello d’allarme di una condizione patologica, ma diventa persistente per un tempo prolungato (indicativamente da 6 mesi in poi) deve essere definito esso stesso una malattia.
Il dolore non deve essere considerato come una condizione ineluttabile, ma esso può e deve essere trattato.

La legge 38 del 15 marzo 2010 ha segnato un importante passo avanti per tutti i malati di dolore.
Si tratta di una legge che, per la prima volta, tutela e garantisce l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato.
“È tutelato e garantito, in particolare, l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato, […] al fine di assicurare il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona umana, il bisogno di salute, l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze […] le strutture sanitarie che erogano cure palliative e terapia del dolore assicurano un programma di cura individuale per il malato e per la sua famiglia, nel rispetto dei seguenti princìpi fondamentali:
a) tutela della dignità e dell’autonomia del malato, senza alcuna discriminazione
b) tutela e promozione della qualità della vita fino al suo termine
c) adeguato sostegno sanitario e socio-assistenziale della persona malata e della famiglia
Per la prescrizione, nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, di farmaci […] per il trattamento di pazienti affetti da dolore severo […] può essere utilizzato il ricettario del Servizio Sanitario Nazionale […]”
Dalla promulgazione di questa Legge, è diventato d’obbligo per i medici misurare il dolore e garantire ai pazienti le terapie appropriate per eliminarlo. Il dolore è diventato il 5° parametro vitale da inserire obbligatoriamente nella cartella clinica di tutti i pazienti ricoverati in ospedale, insieme a pressione arteriosa – battito cardiaco – temperatura corporea e frequenza respiratoria.

 

TERAPIA DEL DOLORE

Alla Terapia del Dolore si accede su richiesta del Medico di medicina generale o di altro specialista ospedaliero e territoriale con prenotazione al CUP presso:

Ospedale di Teramo

Ospedale di Atri

Ospedale di Giulianova

Ospedale di Sant’Omero

 

LA RETE DELLE CURE PALLIATIVE DELLA ASL DI TERAMO

La ASL di Teramo ha creato una Rete di Cure palliative organizzata in Hospice, assistenza domiciliare palliativa ed attività di consulenza palliativa.
Alla Rete di Cure palliative si accede su richiesta del Medico di medicina generale o di altro specialista ospedaliero e territoriale da inoltrarsi al Punto Unico di Accesso del Distretto Sanitario di competenza o, in caso di sola consulenza, all’Hospice.

 

PALLIAZIONE DOMICILIARE

L’assistenza domiciliare rappresenta la sede d’intervento privilegiata e preferita nel 75-85% dei casi, e quindi le cure domiciliari risultano la modalità di assistenza più accessibile e gradita dai malati nell’offerta palliativa.
La Rete delle cure Palliative è composta quindi da differenti modalità assistenziali, per garantire il più adeguato “accompagnamento” alla fine della vita del paziente.
L’assistenza viene erogata con il supporto di specifiche équipe multiprofessionali e multidisciplinari.

Per ulteriori informazioni consultare la scheda relativa all’interno della Carta dei Servizi Sanitari.

Le domande per il riconoscimento dello stato di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, complete della certificazione medica attestante la natura delle infermità invalidanti, devono essere presentate all’INPS esclusivamente per via telematica.

Per sapere come fare CLICCA QUI

Per scegliere il Medico o il Pediatra, puoi recarti presso l’Ufficio di Scelta e Revoca del tuo Distretto Sanitario di appartenenza, dove potrai scegliere (o revocare) il Medico di Medicina Generale (MMG) o il Pediatra di Libera Scelta (PLS).

Per farlo, devi avere con te il codice fiscale, l’ autocertificazione di residenza e un documento di identità.

Se sei munito di identità digitale (SPID) puoi scegliere e/o revocare il MMG o il PLS direttamente dal Portale Regionale Abruzzo Sanità

Con la scelta del medico, avrai diritto al servizio di assistenza sanitaria primaria che ti consente di eseguire visite ambulatoriali e domiciliari, di ricevere prescrizione di farmaci, richieste di visite specialistiche e certificazioni varie.

I medici possono scegliere di operare da soli o aggregarsi in Gruppi, Reti o Associazioni per garantire una maggiore fruibilità dell’assistenza da parte dei cittadini.

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